Torna la Heineken Cup, il torneo per club più importante d'Europa.
Sabato nello scenario di Twickenham si affronteranno la sorpresa London Irish e la corazzata Tolosa, in un match che riserva una sfida nella sfida: riempire uno stadio da 80.000 posti. Nonostante si giochi in Inghilterra, sono in molti in effetti tra gli exiles a rimpiangere il Madeskj Stadium di Reading (più " a misura") ed a temere che alla fine la scelta della sede possa avvantaggiare un avversario più abituato a questo tipo di partite. Come già nel quarto di finale vinto con Perpignan, per gli Irish sarà vitale il gioco al piede dell'estremo Peter Hewatt per respingere gli assalti dei francesi, potendo contare anche su un reparto di avanti molto solido ed una delle migliori rimesse laterali del continente.
I francesi di Guy Noves partono comunque favoriti, potendo contare su una rosa di livello stellare ed un gioco che appari a tratti inarrestabile: azioni alla mano multi fase e la capacità di non andare mai a terra, tenendo sempre vivo il pallone. Così la retroguardia dei Cardiff Blues è stata spazzata via dai vari Jauzion, Heymans, Medard; senza contare la classe di Elissalde ed il lavoro in difesa di una terza linea che propone Dusatoir, Nyanga e Sowerby, o di un ball carrier come Albacete. Il punto debole, se così si può definire, al momento appare il mediano di mischia Byron Kelleher (ex All Blacks!) non sempre lucido in cabina di regia. Dovrebbe giocare Salvatore Perugini, ma davanti è una lotta a tre per due posti con Human e Poux, inamovibile il tallonatore Servat.
Domenica alla Ricoh Arena di Coventry a giocarsi l'accesso alla finale saranno invece Saracens e Munster. Sui sarries pesano le assenze degli infortunati Andy Farrell e Chris Jack (entrambi contro gli Ospreys, in due diverse partite), ma potranno contare sul fattore campo, su un gruppo di giocatori esperti in grado di contrastare le malizie del pack avversario e sul piede di Glen Jackson, arma in grado di trasformare in punti l'attitudine al fallo della difesa irlandese. I campioni d'Europa 2006 restano comunque i favoriti grazie anche ad una storia che parla di tre quarti di finali, quattro semifinali e tre finali: un'abitudine a giocare questo tipo di partite che i Saracens non hanno.
Munster rappresenta poi la riscossa di quella generazione d'oro di irlandesi che non ha mai rispettato fino in fondo le aspettative della nazione e che ha nella mediana classe '77 O'Gara e Stringer due veri e propri simboli. Il vero punto forte del Munster è poi la mischia, che è poi la mischia dell'Irlanda (su tutti le seconde linee O'Connell, O'Callaghan e O'Driscoll), ma non vanno certo sottovalutata una linea di trequarti che vanta un terminale offensivo quale Doug Howlett (49 mete in 63 partite con la maglia della Nuova Zelanda). Il miracolo ad Alan Gaffney è già riuscito contro gli Ospreys nei quarti, grazie soprattutto ad una minuziosa preparazione del match, ma il non essere obbligati alla vittoria potrebbe essere un vantaggio da non sottovalutare.
Difficilmente assisteremo però alla sfida nella sfida tra i piloni italo-argentini Pucciariello (probabile panchina) e Aguero (tribuna?), mentre al tallonatore Fabio Ongaro i Saracens dovrebbero preferire Matt Cairns.
