I giallo-neri reggono solo un tempo.
E' stato un primo turno di Heineken Cup dai due volti per le formazioni italiane, con Treviso protagonista di una prova convincente venerdì a Perpignan, mentre Calvisano ha retto solo per un tempo prima di cedere alla regia di Nick Robinson ed alle accellerazioni di Beb Blair, finendo per subire 8 mete.
Allo stade Aymé Giral è stato Treviso a partire forte, sorprendendo i catalani, inaspettatamente sullo 0-10 dopo 12 minuti grazie ad una meta di Mulieri ed al piede di Marcato. Gli uomini di Franco Smith non sono riusciti però a conservare il vantaggio, concedendo una meta tecnica al 22', con De Jager, sorpreso da una touche veloce, colpevole di aver trattenuto un avversario dopo essersi fatto intercettare un calcio.
Il vantaggio si è però esaurito già nel primo tempo con la meta di Portical, ai veneti resta comunque il merito di aver retto fino alla fine, non concedendo il bonus.
La nota negativa resta però un evidente calo all'inizio della ripresa, che vale il drop di Mele (ottimo venerdì) e la meta di Granclaude, un situazione che accomuna Treviso e Calvisano.
Al San Michele gli uomini di Delpoux sono infatti rimasti in partita solo per 40 minuti, resistendo al meglio alle sfuriate gallesi e chiudendo in svantaggio solo grazie ad un paio di errori di troppo, come una meta già praticamente fatta (passaggio sprecato da Mclean con Forcucci solo davanti alla bandierina). L'entusiasmo dei bresciani non è stato però sufficiente per reggere oltre: lasciati nervosismo e confusione nello spogliatoio, ai gallesi sono bastati meno di tre minuti per violarne l'area di meta. Calvisano ha finito così per pagare con 8 mete l'approssimazione difensiva e l'imcapacità di reggere il confronto con il ritmo dei Blues, veri e propri maestri nella difesa uno contro uno.
Una sconfitta che secondo l'allenatore Mark Delpoux ha una spiegazione semplice, quanto desolante: «Siamo crollati fisicamente, ma non è una questione di allenamento, semplicemente eravamo al cospetto di una squadra più forte di noi sotto tutti i punti di vista, strutturali, organizzativi, tecnici, tattici. Metteteci di tutto un po' e capirete perché a un certo punto, finita la benzina, la differenza in campo sembrava di due o tré categorie». Una spiegazione che trova radice in un campionato considerato inadeguato dal tecnico di Narbonne, ma Calvisano non sta certamente attraversando un buon momento di forma in questo inizio di stagione.
