Dopo due finali perse, il club inglese conquista la coppa nell'addio a Borthwick e Barkley.
In palio non c'è solo una coppa ma una stagione intera. Per Bath sconfitto in semifinale di Premiership da Wasps e per Worcester, protagonista di una stagione tutt'altro che prestigiosa. Ruddock sceglie il fisico di Garvey e Benjamin al posto della tecnica di Rico Gear e manda l'altro All Black Tuitupou a fare coppia con il coriaceo Rasmussen a centrocampo con l'ex Springbok Delport al 15. Bath rispondo con la formazione tipo guidata in avanti dal duo Grewcock-Borthwick (eletto man of the match ufficiale dell'incontro) e sulla linea dei trequarti dal trio Claasens-James-Barkley.
Un impianto, quello di Gloucester, che in meno di 18 mesi è stato radicalmente trasformato per raggiungere gli standard richiesti dal rugby internazionale ma che rimane aggrappato con le unghie a quel rugby fatto di sudore e birra che in molti oggi rimpiangono. Ecco così che la nuova e gigantesca South Stand rimane fronteggiata dalla tradizione e dalla magia della "shed", la tribuna dove solitamente i tifosi di casa, rigorosamente in piedi, si accalcano l'un l'atro in un "tunnell" biancorosso.
Finisce con il pubblico di Bath, accorso numeroso a Kingsholm, in piedi ad applaudire l'addio a Olly Barkley e Steve Borthwick, al loro ultimo atto in maglia biancoblu. Il giovane top scorer e l'esperto capitano sollevano la Challenge Cup per la prima volta della loro carriera e conquistano il primo trofeo per Bath, dopo i due tentativi falliti nel 2003 e nel 2007.
Cornice di tutto questo il nuovo Kingsholm, che saluta in modo caloroso la prima finale da 16.500 spettatori della storia della Coppa. Così come nella semifinale di Premiership costata cara a Bath all'Adams Park di High Wycombe, anche contro Worcester la pressione biancoblu dei primi minuti non trova la sua corretta traduzione in punti solo per l'imprecisione di Olly Barkley che ciabatta a lato il primo calcio di punizione dell'incontro da posizione non certo impossibile ma centra al 15' un secondo tentativo centrale da metà campo. Nonostante la pioggia battente ed il forte vento che soffia da ovest, le due squadre si fronteggiano a viso aperto, muovendo spesso e volentieri il pallone al largo nel tentativo di cogliere impreparata la linea difensiva avversaria. Ne esce così un match davvero piacevole che solo l'inadeguatezza del direttore francese Berdos riesce a fare uscire dai binari della correttezza. Senza polso, il fischietto transalpino commette errori a profusione all'insegna del "lasciar giocare". Nonostante il pressing della formazione di Meehan al 23', da un lancio lungo completamente sbagliato da Mears in rimessa laterale, gli uomini di Ruddock sono i primi ad arrivare a 5 metri dalla linea avversaria; Grwecock entra lateralmente nel raggruppamento che si forma a 2 metri dalla meta e per Drahm sono 3 punti facili facili. Cresce la pressione di Worcester e non passa un minuto che Butch James è costretto a calciare al volo in out un pericoloso invito di Powell per Delport. La marea bianca appare davvero inarrestabile, trasformata. Capitan Sanderson è un esempio sui punti d'incontro e Drahm giostra i suoi in maniera abile ed attenta. Ma i Warriors commettono un errore enorme: al 25' scelgono di giocare in rimessa il calcio di punizione del possibile pareggio e il gigante tongano Fa'amatuainu scippa il primo pallone dell'incontro ad una manciata di centimetri dalla meta. E' l'azione che decide il match.
Lo stesso isolano sale in cattedra e annichilisce percussione dopo percussione, placcaggio dopo placcaggio, Pat Sanderson e al 31' realizza in velocità anche la prima marcatura dell'incontro. Matt Banahan si attiva quando James decide di giocare il pallone sulla sinistra nonostante una difesa in netto soprannumero, aziona le gambe, si scrolla di dosso tre difensori e serve di nuovo James che vede all'esterno l'accorrere di Fa'amatuainu che schiaccia alla bandiera. Barkley trasforma con la cortese collaborazione del palo.
Passano 45 secondi e un calcio di punzoni di Barkley che il palo stavolta respinge, si trasforma nella seconda meta dell'incontro: il pallone cade sotto l'acca, Worcester raccoglie ma commette in avanti e dalla mischia ordinata che ne segue, dopo due tentativi di percussione attorno al pack, James salta Crockett e offre a Maddock un pallone sull'out di destra che l'ala traduce in meta evitando l'intervento di Benjamin e servendo Abendanon per il 15 a 3. Barkley non trasforma ma Bath prende in mano le redini dell'incontro e non le molla più fino al fischio finale.
