A 37 anni Paul Griffen è ancora il punto di riferimento del Calvisano. Lui, che non ha abbandonato i colori gialloneri nemmeno quando per difficoltà finanziarie il club decise di ripartire dal girone 2 della serie A, è stato determinante nella scorsa stagione nella stagione che ha riportato Calvisano a vincere lo scudetto e il Trofeo Eccellenza.
Adesso è pronto per una nuova avventura, più da apertura che non da mediano di mischia (ruolo con cui ha collezionato 42 caps con l'Italia), ma sempre con la grinta e la passione che ne hanno contraddistinto l'intera carriera, dagli esordi in Nuova Zelanda fino all'arrivo in Italia con la Partenope Napoli nel 1999.
"Il rugby è una passione prima che un lavoro - spiega Griffen -, e dopo la stagione eccezionale appena vissuta ho una voglia matta di tornare in campo. Sarà un campionato duro, ma non vedo l'ora di ricominciare".
Oltre a difendere lo scudetto, Calvisano proverà a fare bella figura anche in Amlin Challenge Cup nonostante la squadra di coach Andrea Cavinato sia stata inserita nel girone 4 con Agen, Bath e Bucarest Wolves. "In Amlin Challenge Cup - continua Griffen - speriamo di non sfigurare, visto che con gli inglesi del Bath e con i francesi dell'Agen combatteremo con formazioni che hanno grandi ambizioni. Anche il Bucarest sarà un'avversaria difficile da affrontare, soprattutto sul loro campo".
Per raggiungere l'obiettivo, Calvisano ha agito sul mercato puntando su alcuni giovani italiani alla prima esperienza europea ma anche su giocatori navigati e con conoscenza del rugby internazionale, come ad esempio Benjamin de Jager, Andy Vilk e Simon Picone, tutti provenienti da Treviso, o Luigi Ferraro, tallonatore che ha giocato anche una stagione di Pro12 con gli Aironi: "Devo ancora conoscerli tutti - ammette Griffen -, ma alcuni li conosco da momenti passati insieme, come Ben, con cui ho giocato in Nazionale quando segnò la meta contro il Giappone a Tokyo". Per la cronaca, l'Italia vinse quel test-match del 2006 per 52-6 e quella fu la prima e l'ultima apparizione di de Jager con la maglia azzurra.
Con il campionato italiano che passa da 10 a 12 squadre e con un'Amlin Challenge Cup da affrontare con lo scudetto di Campioni d'Italia sul petto, ci sarà comunque bisogno dell'apporto di tutti. "In questo momento in Italia vedo tre grandi squadre, oltre a Calvisano e Prato, che possono candidarsi ai play-off. Mogliano da anni cerca il primo titolo, Rovigo vuole cambiare corso rispetto agli ultimi anni quando è arrivata ad un passo dallo scudetto, mentre Viadana sarà una squadra forte con cui vedremo delle belle battaglie. Senza dimenticare avversarie agguerrite come Padova e San Donà. Con queste squadre di alto livello e con quattro partite in più da giocare avremo anche molti chilometri di corsa in più nelle gambe, per questo il precampionato sarà fondamentale".