Il Benetton ha iniziato la settimana che porterà i bianco verdi alla prima amichevole stagionale. Venerdì sera a Monigo la squadra di coach Franco Smith affronterà infatti i London Wasps di Andrea Masi e Fabio Staibano, passati proprio alla formazione inglese dopo la scomparsa degli Aironi.
I due "emigranti" ritroveranno di fronte gli ex compagni di squadra Alberto De Marchi, Giulio Toniolatti e Simone Favaro. Se per i primi due la partita di venerdì sera segnerà l'esordio con la maglia di Treviso, per Favaro si tratterà invece di un ritorno quasi inaspettato. "Non direi che sono emozionato, perché comunque qui ho vissuto e sono cresciuto, però sono molto orgoglioso di esserci", racconta la terza linea, 12 caps con l'Italia. "Quando ero più piccolo andavo allo stadio a vedere le partite e guardavo ammirato i giocatori in campo, sognando di poter un giorno indossare anch'io quella maglia. Adesso mi ritrovo a poter coronare questo sogno e, ironia della sorte, nello staff tecnico ci sono anche alcuni dei giocatori che vedevo in campo a quei tempi".
Cresciuto nelle giovanili del Benetton, Favaro riporta dunque a Treviso la sua abilità nei placcaggi e nei punti d'incontro in vista di una stagione che vedrà i bianco verdi impegnati nel girone 2 di Heineken Cup contro Tolosa, Leicester Tigers ed Ospreys. "Un buon placcaggio per essere tale deve avere davvero poche caratteristiche. La cosa fondamentale è che ti deve consentire di riavere il possesso della palla, tutto il resto non conta".
Per Franco Smith, invece, la partita di venerdì sera servirà a capire a che punto è la squadra dopo 4 settimane di preparazione in cui in particolare i tredici nuovi acquisti hanno dovuto integrarsi nel gioco del Benetton. "Contro gli Wasps dovrebbero andare in campo più o meno tutti i giocatori che si sono allenati nelle prime tre settimane, mentre il resto del gruppo dovrebbe essere impiegato nella successiva partita contro i Saracens", ha spiegato l'head coach trevigiano che per aiutare la costruzione del gruppo ha portato per due giorni la squadra sulle Dolomiti: "E' un buon modo per far stare assieme i ragazzi, cercando di trovare una nuova coesione di gruppo e affrontando le avversità che la natura ti pone ora, immaginando a quelle che ci troveremo davanti nel corso della stagione. Condividere certe fatiche porta ad incoraggiarsi, a farsi forza e ad essere uniti, oltre che a conoscersi meglio e ad allenarsi anche in maniera diversa, rompendo la routine. Mi ha fatto piacere vedere che al rientro i ragazzi erano comunque pronti e hanno chiesto di potersi allenare".
Tornando alla prima uscita di venerdì, Smith ha aggiunto: "Voglio vedere i nuovi, in particolare i giovani italiani, e capire quanto hanno recepito del lavoro svolto finora. La migliore occasione è proprio vederli in campo contro avversari tosti. Vorrei capire quanto la squadra, nel suo complesso, ha assimilato durante queste settimane, sia in attacco, ovvero lo sviluppo del gioco e il dinamismo nei punti d'incontro, sia in difesa, quindi la chiusura degli spazi e la capacità di difendere nell'uno contro uno".